Ciao a tutti, oggi non voglio parlare di un libro fantasy in particolare, ma voglio rispondere ad una domanda che mi è stata appena fatta: “Come fai a trovare nuovi libri fantasy sempre interessanti?

Il problema principale della ricerca di nuovi libri di questo genere è che il fantasy è abbastanza di nicchia. Spesso lo si trova mescolato alla fantascienza nelle librerie. Nella biblioteca che frequento di solito, i libri fantasy si trovano nella sezione “Narrativa”, insieme ad Eco, a Kafka e a Murakami, per capirci.

Inoltre i fantasy contemporanei sono, a mio parere, delle manovre commerciali con storie diluite (spesso in un numero di volumi pari o superiore a 3) e già lette altrove. Una marea di soldi spesi in copertine in rilievo (magari dello stesso autore, mi spiace Paolo Barbieri, non ce l’ho con te, sei bravissimo, ma oramai sei dappertutto…), ma mi dispiace per gli alberi che si sono sacrificati per stampare il contenuto.

 

Spesso giro fra i mercatini dell’usato. Sia i negozi che vendono prendendosi delle commissioni (esistono franchising appositi), sia le bancarelle sporche e polverose. Su una di queste bancarelle ho trovato una prima edizione de La spada di Shannara, pagata 2€.

Un’alternativa sono, come dicevo all’inizio, le biblioteche. Spesso, dopo aver cercato direttamente una sezione Fantasy ed aver  cercato fra la Fantascienza e la Narrativa, passo anche dalla sezione per ragazzi, alcuni libri (vedi Le Cronache di Narnia, Harry Potter, o Queste Oscure Materie) sono spesso reperibili solo lì.

 

Per la scelta del libro, di solito seguo consigli, anche di autori stessi (es. Naomi Novik e Joe Abercrombie hanno ricevuto un buon feedback da parte di Shawn Speakman), oppure mi lascio affascinare da titoli e da copertine.

In alcuni casi, comincio a leggere e mi rendo conto che tale libro fa parte di una saga irreperibile e mai più ristampata (vedi la saga di Belgarath o la saga di Bitterbynde), e mi sono dovuto procurare online i libri rimanenti, anche in inglese.


Oggi voglio parlarvi del libro fantasy Il Principe Rapito, di Paul Edwin Zimmer (che ho appena scoperto essere il fratello di Marion Zimmer Bradley, nota per la saga di Avalon). E’ il primo libro di due, della collana Tascabili Nord Fantasy e, stranamente per questa collana, ha un’illustrazione di copertina gradevole. Nelle prime pagine c’è una mappa delle aree della storia che, anche se non completa, è abbastanza esaustiva.

Il ritmo del libro è mooolto lento, ha tante pagine, ed è scritto seguendo le vicende dei vari personaggi. Il problema è che non c’è un vero protagonista, ci sono tanti nomi (molto simili, essendo spesso nobili delle stesse casate) che già dalle prime pagine si cominciano a dimenticare e, come dicevo, il ritmo della storia rende il tutto molto pesante. E’ un libro di intrighi e politica, con in mezzo battaglie e magia. Certo si potrebbe dire lo stesso delle Cronache di Ghiaccio e Fuoco (…diventate “il Trono di Spade”), ma lì almeno ci sono misteri intriganti, personaggi carismatici, colpi di scena… nel Principe Rapito… bè, qualche componente della fantasy classica resta (oltre i confini della civiltà ci sono delle generiche “creature cattive”, orchi, vampiri, goblin, insomma un’accozzaglia di “cattivi” il cui scopo è distruggere il mondo per poi governarlo… mah), ma per il resto è un elenco di avvenimenti scarni.

“Questa storia non ha un vero protagonista. Il mondo è parzialmente conquistato dalle forze del male, la terra sotto il loro controllo risulta essere velenosa, il cielo è completamente coperto, in un’oscurità continua, e creature malvagie si attaccano continuamente fra loro. Il resto del mondo è diviso in feudi, governati da un re. Il principe Chondos viene incoronato, suo malgrado, in seguito alla morte del padre. Il carattere del ragazzo è difficile, per cui non ha molti ammiratori a corte. I feudi confinanti con l’oscurità lottano in continuazione per preservare i confini, e vivono per bonificare i terreni strappati all’oscurità, raschiando via la terra velenosa lanciando unicamente la nuda roccia, e concimandola con le ceneri dei morti cremati. I feudi nell’entroterra, invece, preferiscono intrighi e politica ai lavori manuali, e guardano con disprezzo gli abitanti della frontiera.

Attorno ai confini sono presenti delle torri, in cui risiedono i maghi Hastur, creature capaci di potentissime magie, e votati alla difesa del territorio.

Il regno del male, nel frattempo, cova da anni un piano. In seguito al rapimento del gemello del re, Jodos, viene pianificata una sostituzione al trono. Jodos viene addestrato al cannibalismo e all’esercizio di arti magiche malvagie, e dovrà fungere da apripista per un’invasione di massa delle forze del male.

Il piano ha successo, i comportamenti stravaganti di Jodos vengono tollerati, data la particolarità del carattere di Chondos, e quest’ultimo viene rapito e portato oltre la frontiera, nell’oscurità eterna. Il nuovo re comincia a istigare una guerra per indebolire i confini: insultando l’ormai anziano maestro d’armi Istvan di Vega, soprannominato Istvan l’Arciere, tenta di scatenare una guerra verso i popoli della frontiera. Ma fra questi ultimi spicca un condottiero e mediatore eccellente, Martos di Onantuga, che proverà a contrastare la guerra imminente…”

Scheda del libro:

Il Principe Rapito

Autore: Paul Edwin Zimmer

Titolo: Il Principe Rapito

ISBN: 8842905658


Oggi parlerò del Re Pescatore, di Tim Powers. Ecco uno dei libri fantasy che, al solo vederlo, fa provare un certo timore referenziale. E’ ambientato nel nostro mondo, fra Venezia e Vienna, nel periodo degli attacchi turchi alla capitale dell’Austria. La storia contiene influenze epiche sia legate alla legenda di Re Artù, che alla mitologia nordica, e ad un pizzico di fantasy “da falò”.

Lo scontro fra bene e male viene contestualizzato negli attacchi islamici a Vienna, in cui i turchi vengono spalleggiati da aiuti sovrannaturali, che trasformerebbero l’ultima frontiera cristiana in un cumulo di macerie, se non ci fosse l’eroe che, inconsciamente, fa da ago della bilancia. Molto ben scritto, come al solito mi chiedo come mai un libro così bello possa essere trovato solo in giro per mercatini, e non sia stato ripubblicato o riproposto dall’Editrice Nord che, da quanto ho capito, detiene anche i diritti dell’edizione italiana. Ho provato a chiederlo tramite Twitter, ma ad oggi non ho ricevuto ancora nessuna risposta.

“Il protagonista, Brian Duffy, è un mercenario nato e cresciuto a Vienna, che è alla ricerca di un ingaggio a Venezia. Dopo una rissa capitata quasi per sbaglio, Brian incontra un vecchio molto sospetto, Aurelianus, appassionato di libri antichi e fumatore di serpenti essiccati. Brian viene quindi strapagato dal vecchio per fare da buttafuori in una birreria a Vienna, di sua proprietà. Comincia quindi il viaggio di Brian verso l’Austria, caratterizzato da strani incontri, durante il quale Brian fa strani incontri. Arrivato a Vienna, il protagonista si rende sempre più conto del fatto che la sua presenza lì lo rende decisivo per uno scontro molto più grande: la città, l’ultimo baluardo della cristianità, sta per essere attaccata dai musulmani. Questi ultimi sono dotati di aiuti sovrannaturali, e per poterli contrastare Brian ha bisogno di difendere a tutti i costi la birreria, che nasconde mistici segreti…”

Questa volta sono stato particolarmente vago nel racconto, perchè non vorrei rivelare troppo della storia lasciandovi tutto il piacere della scoperta. Anche questo, secondo me, è uno dei libri da prendere al volo!

Scheda del libro:

Autore: Tim Powers

Titolo: Il Re Pescatore

ISBN: 8842905704


Oggi parlerò di un libro, ovviamente fantasy, che mi ha divertito e affascinato, Stregone suo malgrado, di Christopher Stasheff. L’illustrazione di copertina della versione che ho letto, della collana Tascabili Nord Fantasy (ovviamente dell’Editrice Nord) lascia un bel pò a desiderare, in effetti questa è stata il motivo per cui ho preferito dare la priorità alla lettura di altri libri quando questo mi è stato regalato. La storia è divertente, senza pretese filosofiche, classica fantasy umoristica, ma nonostante tutto la trama è avvincente, con anche un paio di colpi di scena!

Rod Gallowglass è un esploratore spaziale che,per conto di una confederazione di pianeti, viaggia per le aree sconosciute dell’universo per cercare nuovi pianeti civilizzati da unire alla confederazione. Il suo compagno di viaggio è un robot-navigatore difettoso, chiamato Fess, il cui problema consiste nel bloccarsi in caso di “stress riflessivo”. Rod finisce per caso su un pianeta chiamato Gramarye, nel quale la civiltà è ancora ferma all’epoca medioevale, in piena monarchia. Per potersi integrare con la popolazione, l’astronauta indossa abiti adeguati al periodo storico, e inserisce la memoria centrale di Fess all’interno di un cavallo meccanico, che lo accompagnerà nelle sue avventure. Investigando, Rod viene a conoscenza di tutte le problematiche del regno, alcune fazioni cercano di destituire la monarchia considerata dal protagonista “illuminata” dopo aver conosciuto la regina (della quale, ovviamente, si invaghisce). Ci sono però anche fazioni alleate al trono, come le streghe (e stregoni), ragazzi dotati di poteri extrasensoriali, capaci ad esempio di entrare in trance per poter sentire voci a distanza o di trasformarsi in animali e cambiare i propri connotati. Ovviamente il nostro protagonista svelerà il complotto ristabilendo la pace nel mondo di Gramarye”

In conclusione, non lasciatevi ingannare dall’illustrazione in copertina che trovo, continuo ad insistere, veramente disgustosa, e prendete questo libro se vi capita, specialmente se siete amanti del fantasy umoristico.

Scheda del libro:

Autore: Christopher Stasheff

Titolo: Stregone suo malgrado

ISBN: 8842905038


Oggi parlerò di un capolavoro, il Libro Fantasy Nascosto per eccellenza. Ancora non capisco come mai nessuna casa editrice abbia comprato i diritti per ristampare Elric di Melnibonè. Come ho già detto del post relativo a Il Campione Eterno tutte le opere di Michael Moorcock che ho letto fino ad ora sono risultate essere dei capolavori, anche se fortemente introvabili. In questo caso, infatti, per quanto io abbia rovistato in maniera compulsiva mercatini, librerie, fumetterie, edicole ecc. non ho trovato nulla della saga di Elric, se non una visual novel che, per quanto sia molto notevole (e come voi appassionati di lettura concotrderete), non è il libro.

Questa saga è composta da più libri che, per quanto siano legati strettamente fra loro (vanno ovviamente letti in sequenza) tratterò uno alla volta perchè li sto rileggendo in questo periodo, e voglio esprimere di volta in volta un parere fresco su ognuno di loro.

Purtroppo sono riuscito a reperire questo libro solo tramite ebook, sprovvisto di mappe (la trama è ambientata in diversi universi, tra cui molti con forme non definite, quindi sarebbe impossibile avere delle mappe, in ogni caso) e di ISBN.

Come ho già detto nell’altro articolo, tutte le storie di Moorcock sono ambientate in un multiverso, e ogni eroe, aiutato da divinità o comunque da esseri sovrannaturali, riesce a superare le barriere fra i molti universi e a interagire con creature spesso aliene.

“La città di Melnibonè, abitata da una popolazione molto longeva e annoiata a tal punto da provare piacere nella tortura degli schiavi umani e nella guerra, è regnata da Elric, un albino dall’indole riflessiva e filosofica, sebbene sia un melniboneano nel profondo dell’anima. L’albinismo di Elric lo porta ad essere di salute molto cagionevole, e dipendente da droghe che gli ridanno le forze. L’autorità di Elric viene messa spesso in discussione pubblicamente da suo cugino Yyrkoon, fratello della regina Cymoril, il quale lo incita a dare conferma del suo potere compiendo magie e invocazioni di creature sovrannaturali, come ad esempio il Signore del Caos Arioch, col fine ultimo di indebolire il sovrano o fargli perdere pubblicamente la faccia. Yyrkoon è un vero melniboneano, senza scrupoli, ma per questo amato dal popolo fortemente tradizionalista di Melnibonè. Uno dei tentativi di Yyrkoon di mettere fuori combattimento Elric va a buon fine, e la nemesi del protagonista riesce a sedersi sul tanto ambito trono di rubino, ma Elric con un colpo di scena riesce a salvarsi e a capovolgere la situazione. L’umiliazione di Yyrkoon è tale da portarlo ad evocare creature demoniache per scappare dalla prigionia impostagli da Elric, e ritirarsi in esilio, complottando per poter tornare a sedersi sull’ambito trono di rubino…”

Lo stile di narrazione è molto “veloce”, molte scene poco utili alla narrazione sono tagliate, per evitare di annoiare il lettore con dettagli e scene di transizione. Questo, unito al numero basso di pagine, rende questo libro capace di essere letto facilmente tutto d’un fiato.

Quando ho finito di lettere il libro, mi è venuta voglia di evocare Arioch per chiedergli di soddisfare qualche mio desiderio, a dirla tutta. Vorrei tanto che qualche casa editrice ne comprasse nuovamente i diritti per vederlo stampato, con una bella illustrazione in copertina che attirasse i lettori ancora scettici.

Se lo trovate in qualche mercatino… bè, mandatemi un messaggio che ve lo ricompro io!

 

Scheda del libro:

Autore: Michael Moorcock

Titolo: Elric di Melnibonè

ISBN: Assente


Come promesso sulla fanpage di facebook, parlerò di quello che io considero il vero maestro del Fantasy moderno, Michael Moorcock. Quest’uomo ha creato non un universo fantasy, ma un multiverso, un insieme di universi paralleli, in cui sono ambientate tutte le sue opere. Ma la genialità di questo scrittore non sta semplicemente in questo. Tutti i personaggi delle sue saghe tendono a incontrarsi casualmente per poter affrontare sfide che influenzeranno il destino di tutti gli universi. Troveremo infatti Erekosë (protagonista della saga del Campione Eterno) e Hawkmoon (protagonista della saga della Bacchetta Magica. Si, lo so, è un nome ridicolo, ma…) incontrarsi con Elric e Corum (delle rispettive saghe) nel libro Sui mari del fato, della saga di Elric, di cui parlerò a breve.

Ma basta divagazioni, parliamo del libro. La versione che ho letto, edita nella collana Urania Fantasy, è sprovvista di mappa, ed è, come tutti i libri di Moorcock, lunga poche pagine (circa 200, se non ricordo male). Passiamo alla storia.

John Daker è un uomo dei nostri tempi che si trova a vivere una vita alienante. I suoi sogni sono disturbati da strane voci cantilenanti, che chiamano un tale Erekosë. Notte dopo notte, sempre la stessa storia. John cerca di ignorare queste voci, ma queste diventano ogni notte più disperate, e il richiamo sempre più potente, finchè una notte cede al richiamo, e si ritrova trasportato in un altro mondo, circondato dalla gente che stava compiendo il rituale di evocazione. Il protagonista è confuso, non riesce a distinguere la sua identità, non sa se è John Daker, Erekosë, o qualcun altro, o se tutti costoro insieme. Le persone che stavano eseguendo il rituale lo mettono a conoscenza del motivo del rituale: è richiesta l’assistenza di Erekosë, il Campione Eterno, per la sconfitta di una popolazione di umanoidi alieni e malvagi, gli Eldren. John, divenuto oramai Erekosë anche nell’animo, parte per questa missione, scoprendo però che gli Eldren non sono così alieni e malvagi come cercavano di fargli credere…”

Molti appassionati di Moorcock storceranno il naso quando leggeranno questo mio consiglio, ma ve lo darò lo stesso. Leggete questo libro prima delle altre saghe dello scrittore, poi rileggetelo per capirne il senso. Poi rileggete anche gli altri, ovviamente, perchè li considero stupendi…

Scheda del libro:

Autore: Michael Moorcock

Titolo: Il Campione Eterno

ISBN: Come con gli altri della stessa collana, non sono riuscito a reperirlo.


Come promesso sulla fanpage di Facebook, parlerò del primo libro della trilogia fantasy Bitterbynde, chiamato La Ragazza della Torre.

Premetto che ho trovato questo libro ad un mercatino a Milano, al prezzo esorbitante di 1€, nella versione dell’editore TEA (la quale è fornita di una mappa del mondo, sebbene sia sommaria e non comprende i nomi dei luoghi in cui è ambientato questo primo libro), e che non ero molto convinto all’inizio. Sono poi però rimasto molto affascinato dallo stile della narrazione e dall’andamento della storia.

L’esperienza mi insegna che spesso i libri fantasy scritti da donne, in cui la protagonista è una donna, tendono a scadere in descrizioni dettagliate di situazioni e fantasie imbarazzanti. Per fortuna, questo libro non ne è stato un esempio. Sono presenti, comunque, alcune scene di adorazione, da parte della protagonista, nei confronti di un uomo, ma niente che si spinga troppo un là.

“La storia comincia con una figura, non ben definita, colta da un’amnesia così totale da non riuscire nemmeno a comprendere il suo sesso. Si scopre completamente incapace di parlare e, nella corsa per fuggire da qualcosa di cui non ha più ricordo, finisce all’interno di cespugli di piante velenose che gli deturpano il viso. Viene soccorsa e accolta all’interno di una torre, all’interno della quale le viene insegnato il linguaggio dei segni. Lavora insieme alla servitù, e viene discriminata in quanto deforme e muta. Lei stessa, seppur covando la speranza e il desiderio di fuggire, si sente continuamente in colpa per la sua condizione fisica. Un giorno, approfittando di una distrazione, riesce finalmente a fuggire a bordo della nave, per poi avvicinarsi giorno dopo giorno alla verità attorno alla sua vita.”

Cosa dire, oltre a ciò che ho già detto? La storia è, essendo solo il primo libro, ancora incompleta. Il personaggio matura, e il lettore, insieme alla protagonista, comincia a prendere coscienza del mondo, della storia, e dei personaggi che la circondano. Non ho trovato buchi nella trama, nè situazioni assurde (come mi è capitato in molti alti libri dello stesso genere… per alcuni scrittori la parola “fantasy” significa “evitiamo spiegazioni, è magia”). Ecco, appunto, questa ambientazione è strapiena di creature magiche, ma la razza umana è quasi totalmente incapace di utilizzare la magia.

Ringrazio inoltre Deborah per avermi convinto a scrivere questo post! Non avevo idea che questo fosse uno dei tuoi libri preferiti, che scoperta piacevole!

Scheda del libro:

Autore: Cecilia Dart-Thornton

Titolo: La Ragazza della Torre

ISBN: 8850215703


Nella collana Tascabili Nord Fantasy ho trovato molti libri dai temi umoristici, e proverò a trattarli uno ad uno. Comincio da Il Drago e il George, di Gordon R. Dickson. Non sono presenti mappe e illustrazioni, ma la copertina dell’edizione che ho letto mi ha aiutato a dare dei volti ai vari personaggi.

Jim Eckert, il protagonista, è un uomo comune, squattrinato, insoddisfatto della sua vita, e geloso della sua ragazza, Angie, assistente di laboratorio del tipico stereotipo di scienziato pazzo e molesto. La storia comincia con Jim che attende in auto Angie per un periodo più lungo del solito. Il nostro eroe va a controllare il motivo del ritardo, e si trova invischiato in un’avventura imprevista. Angie infatti è stata catapultata chissà dove da un apparecchio instabile, e il suo superiore consiglia a Jim di andarle incontro usando lo stesso congegno. Qualcosa va male, però, e Jim si ritrova in un mondo Fantasy, nel corpo di un drago parlante, pigro e “speciale”, chiamato Gorbash. Durante il viaggio alla ricerca della sua ragazza, Jim/Gorbash fa diversi incontri: un cavaliere che prova ad ucciderlo (per poi diventare suo amico), un lupo parlante (amico di Gorbash, e per nulla stupito del suo atteggiamento strano, sebbene stia avendo a che fare con Jim), una fanciulla attraente, e un arciere impeccabile dall’arco lungo.”

Un libro che non mi pento di consigliare, non molto lungo (circa 200 pagine), senza fronzoli descrittivi, e con una buona dose di umorismo che ho apprezzato alla grande. Se amate (come me) i draghi, e se vi siete mai chiesti “cosa farei se un giorno avessi un corpo da drago?”, cercate di procurarvi al volo questo libro!

Scheda del libro:

Il Drago e il George

Autore: Gordon R. Dickson

Titolo: Il Drago e il George

ISBN: 8842905666


Ecco un altro libro fantasy della coppia di scrittori di Dragonlance di cui parlo. Devo dire che, quando ho letto la prima volta La Spada Nera, non avevo idea di chi fossero Margaret Weis e Tracy Hickman, e cosa fosse Dragonlance, mi ero appena avvicinato al mondo del fantasy, e ho trovato questo libro molto gradevole.

La collana di cui fa parte l’edizione che ho letto è Urania Fantasy, quindi dalla scarsissima reperibilità. Non ricordo (non ho il libro sottomano) se era presente una mappa, ma mi sembra di no. E’ un libro (come d’altronde tutti quelli della collana Urania Fantasy) dal numero ridotto di pagine, ma la storia risulta essere, a mio parere, completa e scritta molto bene.

“Dall’introduzione del libro si deduce che, ai tempi dell’Inquisizione, un gruppo di maghi perseguitati è riuscito a trasportarsi in un nuovo mondo, per poter creare una società ideale, un mondo di maghi. La magia in tale mondo è di diverse forme, ogni uomo ha un posto all’interno della società in base alle sue competenze magiche. Alcuni maghi, però, posseggono dei poteri tenuti in scarsa considerazione, come i catalizzatori, capaci unicamente di incanalare il flusso magico, donandone o prosciugandone da altri maghi. Il simbolo dei catalizzatori è la scarpa, in quanto sono gli unici fra i maghi ad essere costretti a camminare a piedi perchè incapaci di volare.

La società dei maghi è integrata con la natura, nessun mago tortura alberi tagliandoli, o distrugge le pietre spaccandole o fondendole, le case sono costruite modellando magicamente gli alberi, e i castelli modellando le montagne per tale uso.

La narrazione procede dal punto di vista di un catalizzatore di mezza età, chiamato Padre Saryon, il quale viene messo al corrente della “morte” del principe neonato. Il principe, in realtà, è vivo e vegeto, ma è considerato defunto in quanto privo di qualunque energia magica. Una donna, chiamata Anja, rapisce il bambino nel tentativo di nasconderlo alle autorità. Saryon viene inviato alla ricerca del principe, divenuto oramai un ragazzo, per consegnarlo al vescovo Vanya, suo superiore, per procedere con l’esecuzione.

Alcune voci sostengono che il ragazzo si è aggregato ad una setta di maghi e “morti” utilizzatori della blasfema arte della tecnologia.

Il viaggio che condurrà Saryon dal ragazzo, Joram, lo porterà alla consapevolezza che i maghi, sfuggiti anni prima alla persecuzione di chi non era come loro, si sono comportati in seguito esattamente allo stesso modo.”

Scheda del libro:

La Spada Nera

Autori: Margaret Weis, Tracy Hickman

Titolo: La Spada Nera

ISBN: Non sono riuscito a reperirlo


Leggendo libri fantasy, anche di autori famosi, capita ogni tanto di trovare ambientazioni e personaggi degni di nota, ma non sfruttati alla perfezione. A mio parere, La saga di Morgaine, di C. J. Cherryh è uno di questi. La trama è interessante, i personaggi sono molto curati psicologicamente, ma la storia procede spesso a singhiozzi, alternando momenti di combattimenti a pagine e pagine di stasi totale. La mole del libro può scoraggiare (è infatti una raccolta di tre libri) e il fatto che la versione che ho letto, edita dall’Editrice Nord nella collana Tascabili Nord Fantasy, è completamente sprovvista di mappe, non aiuta il lettore.

“In passato, un gruppo di esseri umani ha scoperto il modo di viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso delle porte spazio-temporali. Poco si conosce della razza costruttrice e dello scopo di tali porte, ma l’umanità evita di porsi domande e comincia la colonizzazione di molti pianeti, collegati fra loro da tali porte. Come la narrativa ci insegna, però, i viaggi spazio-temporali causano paradossi con conseguenze varie. A pagarne le spese è la razza dei Qhal, umani albini dai tratti quasi elfici che, in seguito all’abuso delle porte, vede la sua razza decimata. Per evitare la rottura del continuum spazio temporale, un gruppo di avventurieri Qhal comincia un viaggio per sigillare le porte, una ad una. Tale missione viene continuata dai loro discendenti, fino ad arrivare a Morgaine, una donna mezzosangue, apparentemente Qhal di seconda generazione, ultima della spedizione, equipaggiata di una spada capace di distruggere le porte. I tre libri trattano il viaggio di Morgaine su altrettanti mondi, per completare la sua missione, convivendo con la consapevolezza che l’attraversamento e la distruzione dell’ultima porta condurrà lei e il suo seguito verso una morte certa.”

Ho preferito, nella sinossi, approfondire l’ambientazione, tralasciando la storia reale dei libri. E’ evidente che il carattere della protagonista, consapevole della sua missione suicida, la porta a non curarsi dei suoi compagni di viaggio.

La storia è vista principalmente attraverso gli occhi di Vanye, un ragazzo incontrato da Morgaine nel primo libro della saga, a cui la protagonista finisce per legarsi, nonostante il carattere schivo di lei. C’è da aggiungere che tutta la componente magica della saga gira attorno ad una forma di tecnologia così avanzata da sembrare, agli occhi dei non-Qhal, magia.

Non è da considerarsi un’ambientazione fantasy classica, ma, come dicevo, sarebbe potuta essere sfruttata meglio, a mio parere.

Scheda del libro:

Morgaine

Autore: C. J. Cherryh

Titolo: La Saga di Morgaine, la Regina Bianca

ISBN: 884290564X (non è quello dell’edizione che ho letto, di quella non sono riuscito a trovarlo)